Sotto le case e tra le strade di Buddusò, la domus de janas di San Sebastiano rompe l'idea comune che la preistoria viva soltanto in luoghi isolati o campestri.
Questa tomba ipogea, scavata nel granito locale nel Neolitico, si ritrova oggi incastonata nel tessuto urbano del paese, creando un corto circuito temporale immediato e suggestivo per chi si incammina tra le vie del centro.
L'ipogeo sfrutta un affioramento granitico affiorante, modellato con estrema perizia nonostante l'incredibile durezza della roccia. La struttura comprende un vano di accesso che immette nella camera funeraria vera e propria, dove la pietra conserva le tracce nette degli strumenti usati per lo scavo. Nessuna decorazione ridondante, ma un'architettura essenziale, pulita e raccolta, pensata per durare e resistere alla pressione dei secoli e dell'espansione abitativa moderna.
La vera particolarità di San Sebastiano risiede proprio nella sua convivenza con la quotidianità del paese. Mentre la vita moderna scorre a pochi centimetri di distanza, questo spazio sotterraneo rimane un punto fermo della memoria più antica di Buddusò, testimoniando come il legame con la pietra e con la sacralità delle origini abbia continuato a segnare lo stesso identico luogo per millenni.
