Se pensi di conoscere la Sardegna più autentica, Ottana è uno di quei posti che ti sorprende appena ci metti piede, e già dal primo sguardo capisci che qui ogni dettaglio ha qualcosa da raccontare.
Il punto di riferimento è la Chiesa di San Nicola, una delle espressioni più imponenti del romanico-pisano in Sardegna, con la sua facciata in trachite scura e chiara che crea un contrasto netto e riconoscibile, mentre le linee solide dell’edificio accompagnano la visita al paese con una presenza che si impone naturalmente nello spazio.
Accanto a questa presenza così riconoscibile, Ottana mostra un altro dei suoi tratti distintivi nel periodo del Carnevale, quando le maschere dei Boes e dei Merdules percorrono le strade con movimenti cadenzati e gesti che richiamano antichi rituali legati al mondo agro-pastorale, aggiungendo un ulteriore livello di lettura a un paese che si racconta anche attraverso le sue tradizioni.
Passeggiando tra le vie del paese si entra invece in una dimensione più quotidiana, tra piazze, case e scorci che raccontano una comunità ancora molto legata alle proprie abitudini, ma è tutto il territorio attorno a rendere l’esperienza ancora più completa, perché nei dintorni si concentrano numerosi siti archeologici che testimoniano la presenza umana in queste zone fin dall’antichità, come il Nuraghe Athethu, la Tomba dei Giganti S'Altare de Logula, il Menhir Sa Pedra 'e Taleri e il Nuraghe Corbos, distribuiti in un paesaggio che alterna campagne, altopiani e rilievi tipici della Barbagia.
A poca distanza si trova anche un’altra curiosità che vale la deviazione, l’Olivo millenario di Valeri nel territorio di Sarule, un albero imponente che aggiunge un ulteriore tassello a un contesto già ricco di storia, così Ottana finisce per inserirsi in un’area dove architettura, tradizioni e archeologia convivono a breve distanza, offrendo una visione completa e concreta della Sardegna interna.
