Oristanese

San Salvatore di Sinis

Un pugno di bassci fabbricati in pietra, stradine sterrate e un'atmosfera sospesa nel tempo caratterizzano il borgo di San Salvatore di Sinis. Incastonato nelle campagne del comune di Cabras, questo piccolo insediamento campestre nasce in origine come villaggio santuario, popolato dai fedeli soltanto durante le cerimonie religiose, ma conserva un'identità così singolare da aver conquistato persino il mondo del cinema.

La storia di San Salvatore affonda le sue radici nelle viscere della terra. Sotto la chiesetta seicentesca che domina la piazza principale si cela infatti un ipogeo di origine nuragica, successivamente frequentato in epoca punica, romana e paleocristiana. Questo santuario sotterraneo custodisce meravigliosi graffiti antichi, compresi disegni di navi, divinità pagane e scritte in greco e arabo, a testimonianza di un millenario sovrapporsi di fedi e culture. Il borgo vive il suo momento di massima devozione a settembre, quando accoglie la suggestiva Corsa degli Scalzi, la secolare processione in cui centinaia di fedeli a piedi scalzi trasportano a corsa il simulacro del Santo dal centro di Cabras fino al santuario.
Accanto all'anima sacra batte un cuore decisamente scenografico. Tra gli anni '60 e '70 del Novecento, l'architettura spartana delle sue abitazioni tradizionali (i Cumbessias) e il paesaggio riarso e polveroso circostante attirarono diverse produzioni cinematografiche, che trasformarono San Salvatore nel set di celebri film spaghetti-western. Saloon, case basse e strade sterrate riportano ancora oggi il visitatore nelle atmosfere di una vera ghost town della pampa sarda.

San Salvatore di Sinis si rivela una tappa unica e affascinante, dove il mistero dei culti sotterranei millenari incontra la suggestione del cinema e una tradizione popolare di travolgente energia.

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