Nel territorio di Borore, a breve distanza dalla sepoltura di Santu Bainzu, il nuraghe Toscono appare come un volume massiccio e parzialmente smantellato che affiora dalla vegetazione.
Questo monotorre, costruito con blocchi di pietra squadrati e disposti in filari orizzontali, presenta uno stato di conservazione disomogeneo: mentre un lato mantiene diversi metri di elevato, la parte opposta è quasi del tutto crollata sotto il peso dei secoli.
L'ingresso originario a sud-est, ostruito dalle macerie, costringe a leggere il monumento da varchi alternativi e brecce aperte nella muratura. All'interno, il corridoio conserva lo schema classico con nicchia di guardia e vano scala ricavato nello spessore della parete, mentre la camera centrale rivela la presenza di tre nicchie e i resti dell'antica copertura. Attorno alla torre, i resti del villaggio circostante sono ormai assorbiti dalla macchia e dal pascolo.
Toscono non offre l'impatto monumentale dei siti meglio restaurati, ma restituisce il fascino ruvido dell'archeologia sul campo. La sua silhouette imperfetta e l'imponente spessore dei muri testimoniano la solida ingegneria dei costruttori dell'Età del Bronzo nel cuore del Marghine.
