Il Novenario di San Serafino è uno di quei luoghi dove il tempo sembra essersi fermato, sospeso in un’atmosfera di silenzio e spiritualità sulle sponde del fiume Tirso, nel territorio di Ghilarza.
Si tratta di un tipico villaggio campestre sardo, nato attorno al santuario dedicato all'Arcangelo Raffaele, chiamato tradizionalmente San Serafino, che per gran parte dell'anno resta disabitato e dormiente.
Il cuore di questo microcosmo è la secentesca chiesa di San Serafino, caratterizzata da una facciata semplice in trachite rosa e da un loggiato coperto.
Tutt'intorno si sviluppano Sas Cumbessias o Muristenes, le caratteristiche casette in pietra costruite per ospitare i novenanti, i fedeli che un tempo si trasferivano qui con le proprie famiglie per nove giorni in occasione della festa religiosa. Il contrasto tra la pietra scura e il verde dei lecci e degli ulivi che digradano verso le sponde del Tirso regalano un senso di profonda quiete.
Ogni anno, all'inizio di ottobre, il novenario si risveglia improvvisamente dal suo sonno secolare: le Cumbessias si riaprono, le vie si riempiono di voci, profumi e canti tradizionali, e la comunità si ritrova per celebrare un rito devozionale che unisce fede, convivialità e senso d'appartenenza.
Il Novenario di San Serafino rappresenta una tappa imperdibile per chi vuole scoprire un volto intimo e autentico della Sardegna centrale, dove l'archeologia della devozione popolare incontra la bellezza malinconica del paesaggio fluviale del Tirso.
