L'ingegnoso complesso estrattivo di Porto Flavia, scavato direttamente nella falesia calcarea di Masua nel litorale di Iglesias, rappresenta uno dei capolavori più audaci dell'ingegneria mineraria del Novecento.
La struttura si distingue per l'eccezionale concezione funzionale, progettata nel 1924 dall'ingegnere Cesare Vecellio per rivoluzionare il trasporto e l'imbarco dei minerali estratti nei giacimenti vicini. L'impianto si articola all'interno della montagna mediante due gallerie sovrapposte, lunghe oltre seicento metri, intervallate da grandi silos capaci di contenere migliaia di tonnellate di materiale. La galleria superiore serviva al carico del minerale tramite vagonetti, mentre quella inferiore accoglieva un nastro trasportatore che convogliava il materiale direttamente verso l'apertura a mare. L'uscita della galleria sulla parete rocciosa a picco sul Tirreno si presenta con un elegante prospetto monumentale in stile neogotico, caratterizzato da un arco a sesto acuto, finestre sagomate e torrette decorative che nobilitano la facciata industriale.
La posizione dello sbocco, affacciata sullo specchio di mare antistante lo scoglio di Pan di Zucchero, permetteva alle imbarcazioni di accostarsi alla falesia e caricare direttamente i materiali, abbattendo radicalmente i tempi e i costi di spedizione.
