Sulle pendici occidentali del colle di Forte Su Pisu, nell'isola di Sant'Antioco, si sviluppa il suggestivo villaggio di Is Gruttas, un insediamento sotterraneo unico nel suo genere che testimonia una straordinaria stratificazione di storie e di epoche.
Il sito trae origine dalla vasta necropoli punica dell'antica città di Sulky, i cui sepolcri vennero scavati nel tufo dai Cartaginesi tra il VI e il III secolo avanti Cristo.
Nei secoli successivi, in particolare per sfuggire alle continue e minacciose incursioni dei pirati barbareschi che flagellavano le coste, pastori e agricoltori locali trovarono rifugio all'interno di queste camere funerarie nascoste agli occhi degli invasori. Quelli che inizialmente dovevano essere ripari provvisori si trasformarono progressivamente in dimore stabili, dando vita a un vero e proprio rione rupestre noto come Is Gruttas (le grotte) e vissuto dai suoi abitanti, chiamati Is Gruttaiusu, fino agli anni Settanta del Novecento.
Questi ambienti sotterranei, capaci di garantire un clima naturalmente temperato in ogni stagione, furono modificati e adattati alle esigenze della vita quotidiana. All'interno delle antiche tombe vennero ricavati camini, forni, letti in muratura e aperture per la luce, arredati con suppellettili semplici e oggetti poveri della tradizione contadina. Oggi, grazie a un attento intervento di recupero avviato a metà degli anni Novanta, il villaggio fa parte del Parco Storico Archeologico di Sant'Antioco e consente di compiere un viaggio emozionante tra le memorie della vita domestica popolare e le vestigia dell'antichità.
