Meilogu e Monteacuto

Necropoli Santu Ainzu

  • Accessibilità disabili: No
  • Difficoltà percorso: Medio
  • Parcheggio: A bordo strada
  • Distanza dal parcheggio: Breve
  • Servizi: No
  • Sito gestito: No

Gli scalpelli neolitici hanno intagliato il bancale calcareo di Bonorva con una precisione quasi chirurgica.

Sulle pendici rivolte verso la piana del Meilogu, la necropoli di Santu Ainzu si presenta come una sequenza coordinata di buchi squadrati che penetrano la collina. La roccia affiorante mostra corridoi d'accesso rettilinei, vestiboli e camere sotterranee disposte secondo una logica spaziale rigorosa.
Gli ingressi rivelano un lavoro di rifinitura pignolo e continuo. Le pareti sotterranee imitano nei minimi dettagli il legno e l'argilla delle case dei vivi, con travi a rilievo scolpite sul soffitto, focolari circolari rialzati e sagome di corna taurine incise per marcare le soglie interne. Ogni ambiente risponde a un progetto ben preciso: trasformare il buio della pietra in un luogo familiare e protetto dove depositare i defunti della comunità.

Secoli di riuso da parte di pastori e contadini hanno modificato le superfici, annerendo i soffitti con il fumo dei falò e consumo i gradini di calce. Ciononostante, il sito di Giave mantiene la sua sostanza di grande opera sotterranea. Santu Ainzu dimostra quanto le popolazioni preistoriche sarde dominassero lo scavo della roccia, lasciando sul territorio un segno architettonico permanente.

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