Guilcer e Barigadu

Nuraghe Aurù

  • Accessibilità disabili: No
  • Difficoltà percorso: Facile
  • Parcheggio: A bordo strada
  • Distanza dal parcheggio: Breve
  • Servizi: No
  • Sito gestito: No

Sull'altopiano di Sedilo, dove la campagna sembra non finire mai, il nuraghe Aurù appare all'improvviso come un solido gigante di pietra vulcanica.

Non serve un'impalcatura perfetta per raccontarne la grandezza, perché la forza di questo monotorre sta nell'abbraccio viscerale che mantiene con il terreno che lo ospita da millenni.
Costruito sovrapponendo pesanti massi di basalto nero scuro, Aurù sfida la gravità grazie a un'architettura istintiva che impressiona ancora oggi. Varcare la soglia d'accesso significa compiere un salto indietro nel tempo, lasciandosi inghiottire dall'atmosfera fresca e protettiva della tholos interna. La cupola a secco resiste fiera e mostra la precisione geometrica di una civiltà che sapeva plasmare la materia grezza per trasformarla in rifugio, fortezza e simbolo d'appartenenza.

Dall'alto della sua posizione la vista spazia senza ostacoli sui pascoli circostanti, spiegando in un solo colpo d'occhio perché gli antichi sardi abbiano scelto proprio questa radura. Attorno al corpo centrale, tra le erbe e la macchia, affiorano i perimetri in gran parte nascosti del vecchio villaggio. Aurù regala l'emozione pura della scoperta, offrendo un incontro ravvicinato e senza filtri con lo spirito più autentico della Sardegna nuragica, lontano dai circuiti di massa e immerso in una quiete quasi magica.

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