Cagliaritano

Necropoli Monte Olladiri o Is Aruttas

  • Accessibilità disabili: No
  • Difficoltà percorso: Facile
  • Parcheggio: A bordo strada
  • Distanza dal parcheggio: Breve
  • Servizi: No
  • Sito gestito: No

L'accesso a Is Aruttas assomiglia a un passaggio segreto che la collina di Monte Olladiri, a Monastir, custodisce con la complicità della macchia mediterranea.

Non ci sono grandi ingressi monumentali ad accogliere chi arriva, ma piccole bocche intagliate nella trachite dorata che introducono a un labirinto di domus de janas scoperte solo a inizio Novecento durante i lavori nelle cave locali.
Infiltrarsi dentro queste stanze sotterranee regala la sensazione fisica di entrare nel cuore della terra. Le pareti mostrano i segni nitidi e precisi lasciati dagli arnesi in pietra dei picconatori del Neolitico, che hanno scavato nicchie, padiglioni e nicchioni con un'incredibile sensibilità spaziale. Gli ambienti ipogei mantengono una temperatura fresca e un silenzio ovattato che isola completamente dal mondo esterno, ricordando la doppia natura di queste architetture pensate sia come dimore per le anime sia come grembo protettivo.

Riemergere alla luce dopo l'esplorazione regala un contrasto fortissimo. Dalle aperture delle tombe lo sguardo domina d'un colpo l'intera pianura del Campidano, intrecciando l'oscurità dei riti di quattromila anni fa con i colori brillanti dei campi coltivati oggi. Is Aruttas rimane un'esperienza visiva e sensoriale rara, perfetta per scoprire l'anima nascosta della Sardegna preistorica fuori dalle solite rotte.

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