Barbagia

Valle di Lanaitho

  • Difficoltà percorso: Facile
  • Parcheggio: Si
  • Distanza dal parcheggio: Breve
  • Altitudine: 650 m s.l.m.
  • Servizi: Si
  • Sito gestito: Si

Pensi alla Valle di Lanaitho e ti vengono in mente quei vassoi straripanti di zeppole, amaretti, bignè, cannoncini, baci di dama… e chi più ne ha più ne metta. Sì, perché proprio come un cabaret di pasticcini, anche questo paradiso naturalistico offre un’abbondanza di meraviglie, non da mangiare, certo, ma assolutamente tutte da gustare con gli occhi, con il cuore e con un pizzico di spirito d’avventura.

La valle si distende si distende elegante tra il Supramonte di Dorgali e quello di Oliena, come un grande scrigno verde dove si concentrano alcune delle bontà più succulente dell'intero panorama ambientale sardo.
Qui l’atmosfera ha qualcosa di antico e primordiale: verdissima, profumata, e circondata da una cornice montuosa che le conferisce un carattere aspro ma allo stesso tempo incredibilmente accogliente.
Nel cuore della valle si aprono due autentiche cattedrali sotterranee: le grotte di Sa Ohe (o sa Oche), e Su Bentu, porte d’accesso al sistema carsico più vasto d’Italia, un mondo nascosto fatto di fiumi sotterranei, sale immense e giochi d’acqua che sembrano usciti da un romanzo d’avventura.
Tutt’intorno, poi, è un continuo susseguirsi di meraviglie: la leggendaria sorgente di Su Gologone, Monumento Naturale Nazionale dal 1998, che sgorga potente dalle viscere della montagna; Monte Tiscali, con i suoi panorami mozzafiato e l’affascinante area archeologica millenaria; il lago e il fiume Cedrino, perfetti da esplorare con entusiasmanti escursioni in kayak; e infine i borghi di Oliena da una parte e Dorgali dall’altra, due autentici concentrati di tradizioni, sapori e atmosfere profondamente sarde.

Insomma, la Valle di Lanaitho è un buffet infinito di esperienze: natura selvaggia, storia antichissima, acqua cristallina, avventura e relax, tutto servito nello stesso piatto. Resisterle è praticamente impossibile. Anche perché, diciamolo chiaramente, come si fa a rinunciare a simili squisitezze quando l’unica cosa che rischia di ingrassare sono i nostri sensi?

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