Le spiaggette degli Isolotti Candeliere sono un po’ come quella cotta impossibile, lo sai che esiste, ti fa battere il cuore, ma non puoi avvicinarti più di tanto.
Qui sei ad un passo dalla Zona 1 dell’Asinara, quella ad "Eccezionale Interesse Naturalistico", il regno dell’inaccessibile, un confine invisibile che ti dice chiaramente: guarda pure, innamorati se vuoi, ma niente effusioni. E allora fai quello che si fa con gli amori platonici, contempli.
Il mare è di una trasparenza disarmante, gli isolotti del Candeliere sembrano messi lì apposta per farti sospirare, e tutto intorno regna un silenzio che non è vuoto, ma pieno di natura che vive per conto suo. Nessuna folla, nessuna corsa al posto migliore, solo tu e la consapevolezza di essere davanti a qualcosa che non devi consumare, ma rispettare.
Queste spiagge non ti invitano a stenderti comodo, ma a fermarti un attimo, a guardarle come si guarda qualcuno che non si può avere. E paradossalmente, proprio perché non sono raggiungibili turisticamente, restano perfetta così come sono, intatte, autentiche, un po’ distanti e tremendamente affascinanti.
Le calette degli Isolotti Candeliere ti insegnano una cosa semplice: non tutto ciò che è bello deve essere toccato. Alcune meraviglie danno il meglio di sé quando restano lì, a farti venire voglia di tornare, anche solo con lo sguardo.
