Anglona e Romangia

Santuario Nuragico Serra Niedda

Oggigiorno, abituati ad avere tutto a portata di mano, siamo portati a dare per scontate moltissime cose. Compiamo gesti automatici e ripetitivi, come aprire un rubinetto e vedere l’acqua scorrere, silenziosa e immediata, senza chiederci da dove provenga né quanto sia preziosa.
Eppure c’è stato un tempo in cui elementi solo in apparenza ordinari, come l’acqua appunto, erano tutt’altro che banali.

Il Pozzo Sacro di Serra Niedda, nel territorio di Sorso in Romangia, nasce proprio da questa consapevolezza. In età nuragica l’acqua non era soltanto una risorsa indispensabile alla sopravvivenza, ma un bene sacro, carico di significati simbolici e religiosi. La sua presenza costante, nascosta nel sottosuolo, veniva protetta, celebrata e resa accessibile attraverso un’architettura studiata con grande precisione.
La scalinata di 14 gradini che conduce verso la camera del pozzo non è solo un elemento funzionale, rappresenta un percorso, fisico e spirituale, che accompagna verso la fonte. La luce si attenua, il rumore del mondo si dissolve e l’acqua diventa il centro di ogni attenzione, luogo di riti legati alla purificazione, alla fertilità e al rapporto tra l’uomo, la natura e il cosmo.
Il Santuario di Serra Niedda ci ricorda quanto fosse profondo il rispetto delle comunità nuragiche per gli elementi naturali e quanto fosse consapevole il loro rapporto con il territorio.

Oggi, davanti a queste pietre antiche, possiamo intuire un modo di vivere in cui nulla veniva dato per scontato, nemmeno ciò che per noi è quotidiano.
In questo senso, il Pozzo Sacro non è soltanto una testimonianza archeologica, ma anche un invito a rallentare e a guardare con maggiore attenzione ciò che ci circonda, perché ciò che oggi consideriamo normale, un tempo era sacro, e forse, in fondo, lo è ancora.

Meteo


Cerca

Social

Cerca